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Rifugio Semenza da Col Indes

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Icona cartello Escursione in Alpago al rifugio Semenza e cima Lastè con partenza da Col Indes, percorrendo i sentieri CAI 926 e CAI 922. 800 metri di dislivello fino al rifugio, 1000 alla cima.

Ultima data in cui ho fatto questa escursione: giugno 2023

I percorsi qui descritti sono stati camminati personalmente e ogni escursione è andata a buon fine.

Considera però che nel tempo le condizioni dei sentieri possono cambiare, così come cambia la loro praticabilità nelle diverse stagioni o la percezione di tratti più o meno esposti oppure più o meno difficili.

Informati sempre sullo stato dei sentieri e valuta in base alle tue capacità.

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Dove parcheggio? Icona auto

È possibile parcheggiare all'agriturismo/malga Pian Grant, dove ci sono pochi posti liberi e molti altri a pagamento (esorbitanti 3€/h o 10 euro per il ticket giornaliero a partire dal 2025, prima era meno). Per avere più disponibilità di posti liberi si può lasciare l'auto circa 1 km più indietro, a Col Indes. Il tempo a piedi tra i due parcheggi è di poco più di 10 minuti. Qui considero la partenza dall'agriturismo/malga Pian Grant (vedi in Google Maps).
Parcheggio malga Pian Grant.
Parcheggio malga Pian Grant
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Video dell'escursione

Col Indes

Inizio l'escursione superando la malga/agriturismo e proseguendo sulla stradina asfaltata che entra nel bosco. Dopo qualche curva e un tratto fuori dagli alberi raggiungo un evidente bivio dove giro a destra superando la sbarra.
Anche andando a sinistra si può arrivare al rifugio Semenza, per la Val Salatis e il Pian de le Stele, però con un'escursione più impegnativa attorno al monte Guslon, come riportato anche nel pannello informativo al bivio.

Sentiero CAI 926

Dopo circa cento metri incontro sulla sinistra i cartelli per il rifugio Semenza che puntano ad una traccia, sempre in buona salita, su prato. Da qui la cartellonistica CAI indica 2 ore fino al rifugio. A metà prato devo fare un po' di attenzione per prendere la direzione giusta seguendo le frecce dipinte sui sassi o sul muro di una costruzione.
Indicazioni su prato per il rifugio Semenza, verso sinistra.
Indicazioni
Proseguo sul sentiero nell'ombra del bosco formato principalmente da faggi, incontrando indicazioni per qualche cippo della Serenissima, come tanti se ne trovano in Cansiglio.
Vista sul Lago di Santa Croce e sulla Valbelluna.
Vista sul Lago di Santa Croce e sulla Valbelluna
Più o meno a quota 1600 gli alberi si diradano un po' e inizio a godere del panorama sul Cimon di Palantina, sul Cansiglio e sul Lago di Santa Croce.
Sentiero sempre ben segnato e fioritura dei rododendri a giugno.
Sentiero
Albero Albero
Hai fatto: 2.5 km D+350 mt. Quota: 1600
Dopo un breve tratto tra i pini mughi e più ripido inizia la parte di sentiero su rocce, ghiaie e detriti che mi condurrà fino al rifugio. Qui il sentiero corre sul fianco della montagna e ogni tanto incontro qualche punto che devo percorrere con più attenzione perché l'appoggio dei piedi è poco agevole.
Lungo il sentiero CAI 926.
Sentiero CAI 926
Sulla sinistra in alto c'è cima Vacche, sulla destra in basso c'è la Val de Piera dove vedo il caratteristico Sasson della Madonna, un grande masso al crocevia di alcuni sentieri, dove passerò al ritorno. Ad un certo punto infatti trovo le indicazioni per il sentiero 922 che scende e che seguirò al ritorno per tornare fino al bivio iniziale.
Marmotta.
Marmotta
Scorgo anche qualche marmotta in lontananza mentre sono ormai in vista del rifugio Semenza, poco più in alto.
In vista del rifugio, vicino alla forcella, in alto a destra.
Sentiero

Rifugio Semenza

Con un passaggio a stretto contatto con la parete rocciosa e qualche altro minuto di sentiero arrivo al rifugio.
Icona rifugio Il rifugio è intitolato a Carlo e Massimo Semenza. Carlo Semenza è conosciuto soprattutto come progettista della diga del Vajont. è stato inaugurato nel 1963. Si trova a quota 2020 metri in Alpago e apre indicativamente da giugno a settembre/ottobre. A questo rifugio non si arriva in macchina, non ci si arriva neanche vicino in macchina, e questo lo rende un po' esclusivo tra quelli nella zona delle prealpi venete. La partenza a piedi più gettonata è da Col Indes, salendo in auto da Tambre.
Dal rifugio bisogna assolutamente continuare la gita almeno fino al bivacco Lastè, a pochi minuti, per ammirare il panorama sulla val Sperlonga e la val Salatis, e sulle vette che si spingono via via fino al Col Nudo e oltre.
Veduta dal bivacco, che si raggiunge poco oltre il rifugio.
Val Salatis
Albero Albero
Hai fatto: 5 km D+800 mt. Quota: 2000

Cima Lastè

Per salire a Cima Lastè seguo il cartello che indica per Cima Manera. Non trovo un vero e proprio sentiero ben visibile, ma seguo i bolli bianco-rossi. Nel caso li dovessi perdere la discesa sarebbe comunque abbastanza facile tenendo d'occhio il bivacco rosso.
Dalla salita a cima Lastè si vedono il rifugio sulla sinistra e il bivacco rosso sulla destra.
Dalla salita a cima Lastè
In prossimità della vetta vedo che i bolli deviano e vanno verso cima Manera dove credo ci sia un tratto di ferrata o comunque più difficile. Guardando il GPS vedo dove sono rispetto a cima Lastè e mi è facile capire da che parte proseguire a sensazione per quei pochi metri che ancora mi separano dalla cima.
Icona cima Cima Lastè
2247 mt
Panorama da cima Lastè, un autunno.
Panorama cima Lastè
Delle volte ho trovato una giornata limpida e ho visto il panorama fino al Tagliamento, alla laguna di Venezia e a tante cime delle Dolomiti come il monte Pelmo. Altre volte ho trovato una nuvola salita dal lato friulano in tarda mattinata che ha coperto la visuale e ha anche abbattuto di molto la temperatura.
Cima Lastè con nuvola.
Cima Lastè

Sentiero CAI 922

Per il ritorno scendo al rifugio, ripercorro un tratto del percorso fatto all'andata e, al bivio incontrato in precedenza, proseguo in discesa per il sentiero CAI 922, che mi porta rapidamente giù di quota. Trovo il sentiero piuttosto ripido e sdrucciolevole nella prima parte, poi si addolcisce un poco.
Il bivio in discesa con il sentiero CAI 922.
Bivio sentiero CAI 922
Al Sasson della Madonna, subito dopo aver evitato di sbattere contro il cavo della teleferica, giro a destra, ancora in discesa abbastanza ripida. Arrivo quindi alla baracca degli alpini, una costruzione in legno in una radura con alcune panchine per fare pausa.
Baracca degli alpini sul sentiero CAI 922 di ritorno.
Baracca degli alpini
Da qui in poi percorro una comoda mulattiera tutta dentro al bosco che scende dolcemente, con qualche piccolo tratto di risalita, fino a incrociare la strada asfaltata con la quale ritornare alla macchina.
Scarica traccia GPX

Non perderti! Scarica la traccia in formato .gpx e utilizzala durante l'escursione con una delle tante app disponibili per cellulare.

La traccia è stata realizzata con Komoot e segue il percorso originale.

Komoot fa i suoi conti su distanza e dislivello, quindi i valori qui sotto possono differire da quelli riportati nel resto della pagina. Il tempo in Komoot è calcolato impostando il livello "molto allenato", che corrisponde a tenere un buon passo, senza considerare eventuali pause che vanno quindi aggiunte al tempo totale.