Home/Escursioni

Anello del monte Guslon

kmsf 29.8
Icona cartello Alternativa alla classica escursione al rifugio Semenza, facendo un giro ad anello attorno al monte Guslon, passando per la Val Salatis, il Pian de le Stele e la Val Sperlonga.

Ultima data in cui ho fatto questa escursione: giugno 2024

I percorsi qui descritti sono stati camminati personalmente e ogni escursione è andata a buon fine.

Considera però che nel tempo le condizioni dei sentieri possono cambiare, così come cambia la loro praticabilità nelle diverse stagioni o la percezione di tratti più o meno esposti oppure più o meno difficili.

Informati sempre sullo stato dei sentieri e valuta in base alle tue capacità.

Leggi di più

Dove parcheggio? Icona auto

È possibile parcheggiare all'agriturismo/malga Pian Grant, dove ci sono pochi posti liberi e molti altri a pagamento (esorbitanti 3€/h o 10 euro per il ticket giornaliero a partire dal 2025, prima era meno). Per avere più disponibilità di posti liberi si può lasciare l'auto circa 1 km più indietro, a Col Indes. Il tempo a piedi tra i due parcheggi è di poco più di 10 minuti. Qui considero la partenza dall'agriturismo/malga Pian Grant (vedi in Google Maps).
Logo YouTube YouTube

Video dell'escursione

Giro ad anello

In questa escursione raggiungo il rifugio Semenza facendo il giro del monte Guslon invece di salire per il più frequentato sentiero 926, che userò invece per la discesa.
All'inizio la strada è la stessa fino al bivio dove a destra c'è la sbarra per andare verso il sentiero 926. Oggi invece continuo a sinistra.
Parcheggio presso l'agriturismo. Si vede il monte Guslon che dovrà essere aggirato.
Parcheggio

Per il sentiero 924A

La strada di cemento diventa ben presto sterrata. Proseguo con qualche tratto di salita e qualche tratto di discesa nel bosco, superando le due deviazioni segnalate che portano a cima Vacche e al monte Guslon. Quando il fondo diventa nuovamente di cemento continuo ancora un po' in leggera discesa, fino ad incontrare il sentiero 924A che si stacca sulla destra in corrispondenza di un tornante. Con questo sentiero andrò a collegarmi alla strada che arriva da malga Cate.
Inizio del sentiero 924A.
Inizio sentiero 924A
Il sentiero è abbastanza ben visibile però è sconnesso e devo fare attenzione a qualche radice e a qualche buca d'intralcio che mi rallentano su questo tratto scomodo, tanto più che nell'ultima parte ci si mettono in mezzo anche un po' di pini mughi. Come non bastasse mi trovo in più punti a dover camminare con l'erba che invade il sentiero e vedo qualche zecca che vuole assalirmi. Aumento la dose di spray antizecche e nei punti privi di erba sotto agli alberi smuovo e spazzo per quanto possibile i pantaloni. Decisamente la stagione calda non è l'ideale per fare questo sentiero.
Sentiero 924A verso la Val Salatis. In molti punti l'erba invade la traccia.
Sentiero
Verso la Val Salatis.
Verso la Val Salatis

Dentro la val Salatis

Al termine del sentiero incrocio la strada sterrata che arriva da malga Cate e che mi rende di nuovo agevole e sicuro il cammino. Sono qui nella val Salatis e vedo grandi ghiaioni sulla sinistra e il monte Guslon sulla destra.
La strada mi porta comodamente fino al Pian de le Stele, dove ci sono una casera e alcuni segni dell'attività di pascolo delle pecore che si svolgeva in passato nella zona. Si riesce ad individuare qualche moltrin: un tipico anello di pietre dentro al quale venivano radunate le pecore.
Casera o bivacco al Pian de le Stele.
Pian de le Stele
A questo punto c'è un bivio, la via di destra sembra quella più battuta e la seguo. Entro dapprima in un bosco di alberi alti, che lasciano via via spazio ad arbusti e mughi, mentre noto qualche evidente fenomeno carsico.
Pini mughi.
Pini mughi
E' giugno e nel fondo di qualche depressione carsica vedo della neve che resiste lì dall'inverno. Il sentiero è bollinato e non mi è difficile da seguire ma è piuttosto sconnesso in alcuni punti e devo prestare una certa dose di attenzione in più.
Verso la Val Sperlonga.
Verso la Val Sperlonga

Su per la val Sperlonga

Un tratto su una pietraia (con sempre bolli a segnare il sentiero) mi porta al passaggio tra la Val Salatis e la Val Sperlonga, separate da una piccola altura intorno ai 1750 metri di quota.
Pietraia verso la Val Sperlonga.
Pietraia
L'ambiente tra le due valli cambia completamente: alberi e arbusti nella val Salatis, ghiaioni nella val Sperlonga. Le vette che si trovano di fronte segnano il confine tra il Veneto e il Friuli. Sul punto più basso della valle vedo anche lì della neve.
La Val Sperlonga, foto dell'agosto 2021, con la neve dell'inverno precedente.
Val Sperlonga
Sulla destra vedo che si alza, passando sul ghiaione, il sentiero che mi porterà al rifugio Semenza, che mi sembra vicino ma mancano ancora 350 ripidi metri di salita.
Risalendo la valle, giugno 2024.
Risalendo la Val Sperlonga

Al rifugio Semenza

Continuo per il sentiero che sale sul ghiaione tenendo la valle alla mia sinistra, e arrivo su fino ai 2000 metri. Ecco spuntare in alto il rosso del bivacco Lastè mentre mi avvicino alla forcella. Qualche metro più in là e arrivo anche al rifugio Semenza.
In vista del bivacco Lastè. Manca poco per raggiungere anche il rifugio Semenza.
Bivacco Lastè.
Icona rifugio Il rifugio è intitolato a Carlo e Massimo Semenza. Carlo Semenza è conosciuto soprattutto come progettista della diga del Vajont. è stato inaugurato nel 1963. Si trova a quota 2020 metri in Alpago e apre indicativamente da giugno a settembre/ottobre. A questo rifugio non si arriva in macchina, non ci si arriva neanche vicino in macchina, e questo lo rende un po' esclusivo tra quelli nella zona delle prealpi venete. La partenza a piedi più gettonata è da Col Indes, salendo in auto da Tambre.
Panorama dal rifugio Semenza (in basso a destra nella foto) verso la piana del Cansiglio.
Rifugio Semenza
Rifugio Semenza da dentro.
Rifugio Semenza

Sentiero CAI 926 per la discesa

Dal rifugio prendo in discesa il sentiero 926, facilmente individuabile sia per le sue condizioni sia per la quantità di persone in transito nei weekend di alta stagione.
Nella prima parte la discesa corre sul fianco della montagna e presenta anche qualche breve e leggero tratto di risalita. Al bivio ben evidenziato con dei cartelli proseguo dritto finché arrivo a un particolare e ben riconoscibile albero secco. Da lì la discesa inizia a farsi più marcata ed entro nel bosco, dopo aver ammirato il panorama sulla piana del Cansiglio, sul col Visentin e sul lago di Santa Croce.
Prati al termine della discesa su sentiero 926.
Alpago
All'uscita del bosco percorro un ultimo tratto di prato e ritorno al bivio incontrato all'inizio dell'escursione. Qualche minuto ancora di cammino e arrivo al parcheggio.
Per qualche altra foto e indicazione sul sentiero di discesa, e per la salita a cima Lastè, guarda quest'altra escursione.
Scarica traccia GPX

Non perderti! Scarica la traccia in formato .gpx e utilizzala durante l'escursione con una delle tante app disponibili per cellulare.

La traccia è stata realizzata con Komoot e segue il percorso originale.

Komoot fa i suoi conti su distanza e dislivello, quindi i valori qui sotto possono differire da quelli riportati nel resto della pagina. Il tempo in Komoot è calcolato impostando il livello "molto allenato", che corrisponde a tenere un buon passo, senza considerare eventuali pause che vanno quindi aggiunte al tempo totale.