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Giro del monte Pelmo

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Icona cartello Il giro del monte Pelmo è un'escursione ad anello impegnativa con partenza e arrivo al passo Staulanza in Val di Zoldo. Si percorrono i sentieri CAI 472 e 480 passando per il rifugio Venezia e la forcella Val d'Arcia, punto più alto dell'escursione a 2474 metri di quota.

Ultima data in cui ho fatto questa escursione: luglio 2024

I percorsi qui descritti sono stati camminati personalmente e ogni escursione è andata a buon fine.

Considera però che nel tempo le condizioni dei sentieri possono cambiare, così come cambia la loro praticabilità nelle diverse stagioni o la percezione di tratti più o meno esposti oppure più o meno difficili.

Informati sempre sullo stato dei sentieri e valuta in base alle tue capacità.

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Dove parcheggio? Icona auto

Per questa escursione si parcheggia al Passo Staulanza (vedi in Google Maps). In estate è meglio arrivare presto perché si riempie di macchine. Attenzione allo stato neve perché sul ghiaione a nord in ombra può esserci della neve ghiacciata anche se il versante sud ne è del tutto sgombro, anche nei mesi estivi.
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Video dell'escursione

Partenza, bivio e sentiero CAI 472 verso il rifugio Venezia

Arrivo poco dopo le 8:00 di una domenica di metà luglio al passo Staulanza e i posti auto si stanno già riempiendo. Per molti chilometri di strada ho visto il monte Pelmo sempre più grande man mano che mi avvicinavo e ora ne farò il giro.
Mi incammino sul sentiero verso il bosco e, pochi metri dopo, trovo subito un bivio dove è piantato anche un pannello con una mappa e delle spiegazioni geologiche. Questo è il punto dove chiuderò il giro ad anello quindi posso scegliere se andare verso destra girandolo in senso antiorario o verso sinistra in senso orario. Scelgo di fare il giro in senso antiorario (e quindi vado a destra) per affrontare in salita il tratto difficile tra il rifugio Venezia e la forcella della val d'Arcia, e per godermi il ghiaione lato nord in discesa.
Dei ponticelli sul sentiero 472.
Ponticelli
Nella prima parte dell'escursione il sentiero CAI 472 lo trovo facile, con poca pendenza, principalmente nel bosco o tra i pini mughi. Trovo qualche piccolo guado e dei ponticelli in legno agevolano alcuni tratti. Dopo circa 2 km incontro la deviazione che porta al masso con le orme dei dinosauri che però evito perché ci sono già stato e oggi voglio essere concentrato sul giro che devo fare.
Il monte Pelmo andando verso il rifugio Venezia.
Monte Pelmo

Dal rifugio Venezia per il sentiero Flaibani

Proseguendo in questo aggiramento del Pelmo salgo un po' di quota e gli abeti si diradano lasciando il posto ai pini mughi e ai prati, con qualche tratto fangoso ed evidenti tracce di mucche. Sempre senza grandi difficoltà raggiungo il rifugio Venezia, ai piedi del ghiaione sul quale inizia un tipo di ambiente diverso e più impegnativo. Le pareti del monte Pelmo inquietano un po' ma tirando lo sguardo vedo alcune persone in lontananza lungo il sentiero quindi sento già più fiducia.
Da questo punto il sentiero CAI 480 (sentiero Flaibani) non è più escursionistico ma diventa per escursionisti esperti.
Il rifugio Venezia.
Rifugio Venezia

Su per il ghiaione a est fino alla forcella Val d'Arcia

Sul primo tratto dal rifugio Venezia salgo ancora attraverso dei pini mughi ma in breve sbuco all'aperto sul ghiaione lato est (circa) del Pelmo. Il sentiero mi pare ben messo anche se, via via che proseguo, incontro alcuni tratti smossi e un gran canalone scavato da una frana, nel quale devo scendere di qualche metro per entrare e salire di qualche altro per uscire.
Per il ghiaione dopo il rifugio Venezia.
Ghiaione dopo il rifugio Venezia
Il sentiero si accosta sempre più alle parenti rocciose finché mi avvicino a una prima forcella. Da lontano sembra impossibile che ci sia un modo per salire per di là camminando ma, una volta vicino, un sentiero mi guida con qualche zig-zag verso la forcella.
Sulla destra la prima forcella.
Smottamenti sul ghiaione
Il tratto successivo è ancora più impegnativo ed è attrezzato in alcuni punti con un cordino metallico. Presto molta attenzione e cerco di tenere un passo sicuro. Qui è anche indispensabile non soffrire di vertigini, la sensazione di vuoto è notevole vedendo la valle di San Vito di Cadore così in basso.
Foto sul tratto appena percorso, si vede il sentiero che arriva da sinistra.
Sentiero appena percorso
Il sentiero dopo la prima forcella.
Sentiero 480
Arrivo così a vedere la forcella della Val d'Arcia che svetta davanti a me. Sembra ci sia una via diretta su per il ghiaione ma anche una più comoda che si raggiunge traversandolo. Scelgo quest'ultima e raggiungo la forcella ai 2474 metri di quota, punto più alto dell'escursione, punto in cui si passa al versante nord e punto panino.
Ultima salita verso la forcella Val d'Arcia.
Verso forcella Val d'Arcia

Discesa per il ghiaione a nord

Dalla forcella lo spettacolo è incantevole. Dopo la pausa panino riparto seguendo il sentiero ben evidente sulla sinistra del vallone.
Il panorama dalla forcella Val d'Arcia.
Forcella Val d'Arcia
In un paio di punti lungo il sentiero trovo dei residui di neve. Fortunatamente non ho problemi a passarci sopra pur non avendo i ramponcini con me (dimenticati). Il Pelmo incombe enorme alla mia sinistra. Dopo il primo tratto ben visibile il sentiero non è sempre ben segnato o battuto, e in alcuni tratti devo andare a sensazione, seguendo comunque più o meno l'andamento della valle e tenendo d'occhio il GPS.
Ghiaione sul versante nord del monte Pelmo, con un po' di neve.
Ghiaione nord Pelmo
Dopo aver superato le prime rocce che precludevano la vista alla mia destra il panorama si apre e riconosco facilmente il rifugio Città di Fiume e, in lontananza, la forcella Ambrizzola e i Lastoi de Formin.

Ritorno al passo Staulanza

A un certo punto arrivo a un enorme canalone dove il sentiero va a interrompersi di colpo. Il canalone scende in corrispondenza della fessura tra Pelmo e Pelmetto e prosegue praticamente fino alla strada che porta al rifugio città di Fiume.
Tratto franato.
Canalone monte Pelmo
E' stato scavato da vari smottamenti, ultimo quello di ottobre 2023. Percorro quindi il nuovo sentiero che scende seguendo il canalone, finché non è abbastanza livellato per poterlo attraversare. Da lì il sentiero prende nuovamente la direzione per il passo Staulanza.
Nell'ultimo tratto incontro di nuovo fiori, arbusti e infine alberi. Ritrovo il bivio nel quale mi ero trovato ore prima e da lì raggiungo il parcheggio.
Fioriture di luglio.
Fiori
Scarica traccia GPX

Non perderti! Scarica la traccia in formato .gpx e utilizzala durante l'escursione con una delle tante app disponibili per cellulare.

La traccia è stata realizzata con Komoot e segue il percorso originale.

Komoot fa i suoi conti su distanza e dislivello, quindi i valori qui sotto possono differire da quelli riportati nel resto della pagina. Il tempo in Komoot è calcolato impostando il livello "molto allenato", che corrisponde a tenere un buon passo, senza considerare eventuali pause che vanno quindi aggiunte al tempo totale.